Ott 02, 2020

Fossati Interni: l’arredo è emozione

Con oltre un secolo di storia ed esperienza nel mondo dell’interior design, Fossati Interni ha radici profonde che partono dalla Brianza e arrivano a Milano, passando per Monza; il risultato di questo percorso è Fossati Design Network: un sistema di vendita basato sulla eccellenza di molteplici fattori su cui convergono tutta la passione e la cultura acquisita negli anni; dal semplice concetto di arredo, allo sviluppo di mobili su misura, agli ambiti più contemporanei della progettazione.

Come sono stati i mesi del lockdown? Quali sono le sue previsioni per il futuro del settore e dell’azienda?

I mesi di lockdown sono stati molto complessi ma stimolanti. Eravamo già strutturati per lo sviluppo dei progetti a distanza anche per far fronte alla clientela internazionale, questo ci ha permesso di proseguire i lavori in corso almeno dal punto di vista dello sviluppo progettuale. La logistica ovviamente è quella che ha subito i maggiori contraccolpi, anche se in qualche caso siamo riusciti a terminare dei lavori di montaggio, ovviamente rispettando tutte le indicazioni di sicurezza imposte dal governo e dalla regione.

Lo stimolo, venuto dal problema di non poter attivare la relazione progettista – cliente, ha innescato ragionamenti, modalità e definito ipotesi interessanti.

Per quanto riguarda il post lockdown, i nostri progettisti stanno lavorando a pieno regime e le aziende fornitrici ci stanno tutte garantendo il rispetto dei tempi di consegna, questo ci permette di esprimere un certo ottimismo almeno per quanto riguarda il breve periodo.

Come è cambiato o come cambierà il consumatore, e il suo rapporto con lo showroom fisico?

Già definire il consumatore come un’unica entità è utopico, definirne il cambiamento è ancora più arduo. La poliedricità di atteggiamenti, necessità, sogni e budget fa si che il consumatore rimanga ancora un interessante terreno di scoperte. Ovviamente ci sono dei macrocomportamenti, dovuti perlopiù dalla ormai pratica comune di consultare la rete, che portano il consumatore ad essere più informato sui prodotti e sui brand. Lo showroom diventa quindi un luogo di relazioni ed esperienze più che una mostra di prodotti. Il consumatore nello showroom incontra i progettisti, con loro si confronta, vede e tocca i materiali, sente il profumo degli arredi nuovi, respira l’atmosfera e lo stile del progetto.

Come lo showroom può affrontare queste nuove sfide?

Lo showroom può e deve mantenere la sua centralità… abbozzo due ipotesi,

la prima quella del “luogo del progetto”, ampliando le possibilità di relazione e di coinvolgimento del consumatore. Più lo showroom si trasformerà in un luogo dove vivere esperienze sensoriali, culturali, emotive, più il consumatore valorizzerà i progetti, i professionisti il brand. La seconda direzione è quella della multidiciplinarietà, interagire con funzioni e attività diverse ma allineate nel mood può portare a ottenere un mix and match proattivo, dinamico. Questo senza diventare un “centro commerciale”, mantenendo dimensioni raccolte quasi intime, sfruttando anche i diversi orari del giorno e della settimana, o i momenti/ eventi dell’anno.

www.fossatiinterni.it

 

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