Apr 19, 2018

La libreria Veliero di Albini

Progettata nel 1940, la libreria Veliero di Franco Albini è stata riedita da Cassina nel 2011. Ancora oggi, a decenni di distanza dai primi disegni, coi suoi ripiani in vetro trasparente e i tiranti in acciaio, conserva una leggerezza senza eguali.

Se il razionalismo italiano avesse un volto, sarebbe quello di Franco Albini. Architetto e designer tra i più celebri d’Italia, sapeva interpretare il rigore con una poetica unica. Sapeva regalare ai suoi progetti, fossero questi palazzi od oggetti, un senso di leggerezza tangibile. A dimostrarlo ci sono gli edifici che ha realizzato ma, soprattutto, ci sono gli arredi. Arredi che, tra loro, accolgono la celebre libreria Veliero, con la sua aria e la sua luce, con la sua lievità tattile e visiva.

Progettata nel 1940 e riedita nel 2011 da Cassina, è nell’aria e nella luce che ha i suoi materiali. Più che nella materia di cui è realmente fatta: vetro temperato, ottone, acciaio, legno. La realizzò per casa sua, Franco Albini. Ma era troppo significativa, e troppo emblematica, per rimanere un esemplare unico. Ritrovando nel suo design il mondo della carpenteria nautica, la designer Franca Helg le diede il nome che l’avrebbe fatta passare alla storia: Velerio. Perché sembra davvero una barca, questa eterea libreria.

Attraverso una complessa tensostruttura, ripiani in vetro temperato paiono fluttuare nell’aria, fiancheggiati da pennoni in legno di frassino e tenuti saldi da esili tiranti in acciaio. Il primo prototipo, Franco Albini lo perfezionò e lo ri-perfezionò. Fece prove di carico, esperimenti. Fino a quando, negli anni Sessanta, quella prima libreria crollò. Aveva problemi strutturali, ma la sua genialità andava preservata. Così, la Fondazione Franco Albini ne propose a Cassina una riedizione. Una sfida accolta e poi vinta, un intenso lavoro di studio fatto di analisi di immagini e documenti, e di una collaborazione stretta tra l’architetto Marco Albini ed esperti ingegneri civili e navali. Il risultato è una libreria che i problemi strutturali li ha risolti, pur conservando tutta la leggerezza del progetto originale. Una libreria che del design italiano è un’icona.

 

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